Posted by : Alessio -
on Friday, May 11, 2007 - 12:53 PM IDLW
F-CLEF VINTAGE 5 ALDER/ROSEWOOD and VINTAGE 5 ASH/MAPLE review on GUITAR CLUB magazine (May '06, Italy) by Siro Burchiani
Liutai e costruttori di tutto il mondo si sono dilettati, nel corso degli anni, a fornire la loro "interpretazione" del basso elettrico più famoso nella storia di questo strumento, il Jazz Bass.
Qualcuno si è limitato a creare dei cloni o degli strumenti che replicavano la forma e l'estetica generale del blasonato modello della Fender senza riuscire a ricreare quel sound che, dagli anni '60, si è conquistato i favori dei bassisti di ogni genere e livello.
Qualcuno, invece, pur rimanendo fedele ai canoni generali di costruzione del Jazz Bass, è riuscito a creare una propria variazione del modello, con caratteristiche sonore interessanti, e a ritagliarsi una notevole fetta di mercato.
F Clef è un marchio totalmente nuovo che si inserisce nel mercato con la produzione di strumenti in perfetto stile Jazz Bass, ma che, come vedremo, propone soluzioni innovative e di altissima qualità, sia dal punto di vista della costruzione, sia da quello della scelta e dell'impiego dei materiali.
I due modelli della prova si ispirano ai Jazz Bass degli anni '60 e '70, strumenti che hanno veramente segnato il sound di un'epoca, e che hanno caratteristiche molto differenti tra loro.
Partiamo dal modello '60, un cinque corde con il corpo in ontano, il manico in acero avvitato con il sistema bolt on a quattro viti, e la tastiera in palissandro.
A prima vista, grazie anche alla colorazione sunburst tre colori e al tipico copri pickup (che nei modelli Fender è sparito durante i primi anni 80) sembra proprio uno strumento vintage, anche se la sua modernità affiora non appena si contano le corde...
La regolazione del manico e dell'action è già buona con il set up medio basso fornito dalla casa, ma si capisce subito che questo F Clef consente di esagerare. Le corde possono arrivare a sfiorare la tastiera senza dare problemi di rumorosità, anche nel caso del si basso, solitamente problematico.
La spaziatura tra le corde è ottimale, il peso dello strumento contenuto, la tastiera molto scorrevole e buona è anche la bilanciatura, in pratica questo F Clef risulta confortevole da tutti i punti di vista, sia in piedi che da seduti.
I pickups Aero Fodera sono installati nell'esatta posizione di quelli del modello anni '60 della Fender, e questo particolare conferisce al nostro F Clef un carattere ancora più vintage.
Il vintage non vuole però essere l'unico tratto distintivo di questi strumenti, infatti, accanto a caratteristiche stilistiche e costruttive assolutamente tipiche del passato, possiamo trovare soluzioni modernissime, soprattutto per quanto riguarda l'elettronica, che è la Fodera Mike Pope, attiva, alimentata a 18 volt e progettata con la collaborazione del grande bassista - arrangiatore americano da cui prende il nome.
I potenziometri che troviamo sul body controllano il volume, il blend dei pickups, alti, bassi e un tono passivo (proprio sotto al volume). In più, utilissimo, lo switch attivo - passivo, indispensabile su un basso come questo.
In modalità passiva l'F Clef anni '60 ci ricorda veramente il modello a cui si ispira. Il suono del pickup al ponte è carico di quella sonorità aggressiva e ricca di frequenze medio alte (midrange growl, come la chiamano gli americani) che è stata il vero tratto distintivo dei vecchi Jazz Bass, mentre il pickup al manico è caldo e presente al tempo stesso.
Il tono passivo, soluzione molto interessante quasi mai presente negli strumenti di questo tipo, agisce esattamente come nei modelli passivi, aprendo e chiudendo quindi il suono per conferirgli maggiore incisività o morbidezza, a seconda delle esigenze.
Ovviamente tutte le prospettive cambiano spostando lo switch in modalità attiva.
Il suono dello strumento non si modifica radicalmente ma le sonorità prodotte sono senz'altro più moderne, e la sua versatilità sicuramente cresce.
I bassi dell'elettronica Mike Pope sono molto caldi e reali, non si ha mai l'impressione di esagerare, neanche quando il potenziometro viene spinto verso il massimo.
Gli alti sono ben definiti senza essere rumorosi o taglienti, anche se, in questo caso, è meglio non rischiare di aprirli troppo per non incorrere nel problema della rumorosità di corde e tasti sotto le dita.
Questo è un basso veramente versatile, utilizzabile per svariati generi musicali, primo fra tutti il Fingerstyle Funk, poi il Jazz, il Reggae, il Blues e via di seguito, praticamente sarà difficile trovare un brano con cui l'F Clef anni '60 non si trovi a proprio agio...
Il modello anni '70 presenta le stesse peculiarità costruttive, chiaramente con qualche variazione, e si avvicina, come look e caratteristiche al basso che, praticamente da sempre, vediamo imbracciare a Marcus Miller.
Cambiano i legni, infatti il body è in frassino, mentre manico e tastiera sono in acero. Anche qui troviamo i copri pickups e una colorazione (in questo caso naturale) che fanno sembrare il basso direttamente uscito dalla macchina del tempo.
Questo anni '70 ripropone i pregi di set up, comodità e suonabilità riscontrati nel fratello '60, ma con un manico ancora più facile da maneggiare e più scorrevole, adatto quindi alle tecniche... estreme.
L'elettronica è sempre la Fodera Mike Pope, ma i pickups cambiano, e in questo caso vengono utilizzati due Jazz Seymour Duncan, collocati nella posizione Jazz Bass anni '70, che è leggermente diversa da quella precedente.
I controlli sono gli stessi di prima, compresi tono passivo e switch attivo - passivo.
La diversità dei legni utilizzati e dei pickups portano sostanziali cambiamenti nel sound, spingendo questo basso verso l'utilizzo dello slap, che risulta potente e "Milleriano" quanto basta, e verso un'altra tecnica percussiva tipica del funk più aggressivo, l'hard plucking, portata in voga da Stanley Clarke e sviluppata in seguito dal già citato Marcus.
Sarebbe comunque riduttivo relegare questo strumento nello stretto ambito della musica funk.
L'F Clef anni '70 è infatti anch'esso molto versatile, basta prendere confidenza con l'elettronica per poterlo adattare tranquillamente a qualsiasi genere musicale.
F Clef è quindi una piacevole sorpresa per tutti gli amanti del Jazz Bass, soprattutto per quelli che cercano un sound
Vintage originale senza dover rinunciare alla quinta corda, ma anche per coloro che oltre a questo vogliono unire le comodità e le sonorità di due mondi diversi, vintage e moderno, in un unico affidabile strumento costruito, oltretutto, con standard e finiture veramente di prima qualità.
I modelli F Clef non sono solo questi due, la casa fornisce molte possibili variazioni di configurazione dei legni e dei pickups, con cambiamenti quindi radicali anche nel sound, e non vuole proporsi soltanto nel mercato dei "Fenderomani", ma è capace di soddisfare le richieste dei bassisti moderni più esigenti.
